Recensioni

LO SCHIAVO

“Il cast affronta un'opera per la quale non esiste una tradizione interpretativa, e non è facile. La migliore in campo, e la più applaudita, è Elisa Balbo; il giovane soprano affronta un ruolo caratterizzato da risatine picchettate e momenti di coloratura da lirico-leggero con grande souplesse e disinvoltura scenica.” - Sergio Albertini Mancuso per L’Ape Musicale

“Elisa Balbo, la contessa, spara acuti e colorature, sicurissimi gli uni e le altre, come se stesse allenandosi per le Olimpiadi.” - Alberto Mattioli per La Stampa

“Inappuntabli invece nei rispettivi cammei la Contessa di Boissy di Elisa Balbo, garrula e gelosa, … .” - Il Sole24ORE del 3 marzo

“Le liane scompaiono nel secondo atto, sostituite dagli eleganti viali del giardino della Contessa di Boissy (Elisa Balbo, soprano, cui il pubblico riserverà una straordinaria ovazione in quella che risulta essere la performance migliore di tutta la pièce).” - Fabrizio Contini per Worldsardinia

“Brillante, ironica e svettante come detta la partitura, anche nella coloratura, Elisa Balbo, la Contessa di Boissy.” - Cesare Galla per Le Salon Musical

“Elisa Balbo è stata una delle note più liete della serata, risolvendo con sicurezza la parte (impervia perché molto acuta e tutta concentrata nel solo secondo atto) della Contessa di Boissy.” - Carlo Dore per Operaclick

“Brillante ed estroversa la Contessa di Elisa Balbo cui tocca il lungo e articolato Inno della libertà.” - Franco Masala per Sardegnasoprattutto


OTELLO

“Felicissima prestazione, infine, quella di Elisa Balbo, una Desdemona fremente ed espressiva in vita, credibilissima in punto di morte, con pianissimi da brivido, voce sopranile lirica dalle mille screziature, attrice consumata e docile. - Alberto Spano

“L'eterea Desdemona di Elisa Balbo, credibilmente giovane nella sua bellezza, esprime grande umanità ricca di vibrazioni sfumate creando un personaggio di grande impatto emotivo. La Canzone del salice è uno dei momenti più toccanti.” - Claudia Mambelli, “L’opera” - dicembre 2018

"In questa prima parte dell’epilogo dell’opera tutti gli occhi sono puntati su Desdemona. Elisa Balbo è straordinaria: una diafana visione che ammalia il pubblico colla sua Canzone del salice e, soprattutto, colla splendida Ave Maria. In questo canto conclusivo (il termine «aria» appare qui così riduttivo) è mirabile il connubio tra l’orchestra e la solista" - Luca Fialdini

“Il soprano Elisa Balbo interpreta una “mistica” e compiuta Desdemona, ignara vittima sacrificale della brutalità del marito (“non sei forse una vil cortigiana ?”), precipitata in un abisso di cui non sa darsi ragione (“esterefatta fisso lo sguardo tuo tremendo, in te parla una Furia, la sento e non l’intendo) eppure stoica nel suo ruolo muliebre, fedele al marito e a Dio, soave nelle emissioni, deliziosamente fragile e bionda contro la massiccia figura di Otello” - Attila Tarragona

"La Desdemona di Elisa Balbo si caratterizza per un’eleganza vocale ragguardevole... gioca sicuramente le sue carte migliori nella pagina nel quarto in cui la Canzone del salice viene eseguita con mille sfumature, colori ed emozioni e l’Ave Maria diventa davvero preghiera in cui dolore, paura e sentimento emergono a gran forza." - Simone Tomei

“...la Desdemona di Elisa Balbo ha mostrato un timbro d'oro con formidabile legato.” - Augustín Bianco Bazan

“...Elisa Balbo ha dato corpo e voce a una Desdemona dall’accurato equilibrio drammatico.” - Alessandro Rigolli

“Sapientemente scelta è la metà femminile di Otello. Non un soprano innocente con smorzati e celesti acuti in bilico, ma una giovane donna esile, la cui voce certamente porta drammaticità. Abradita sul duro guscio di suo marito, la Desdemona di Elisa Balbo non ha nulla. Combatte per lui e il suo forte sentimento per l'outsider nero nella società di maggioranza veneziana bianca. E paga con le loro vite per questo amore impossibile.” - Peter Krause

“...convince Elisa Balbo nel ruolo di Desdemona, ben resa nel suo equilibrio tra le fragilità degli abbandoni sentimentali e gli scatti orgogliosi. Di lei piace il fraseggio raffinato e la musicalità con cui gestisce i suoi mezzi di soprano lirico dal volume non debordante, ma di discreta qualità timbrica e buona proiezione, che passa con facilità anche nei marosi orchestrali del terzo atto.” - Fabrizio Moschini

“Elisa Balbo è molto giovane – beata lei – e quindi in scena rende perfettamente l'essenza angelicata di Desdemona; canta con giusta proprietà di stile, buona finezza di colori e sopra tutto squisito abbandono lirico.” - Gilberto Mion


Il pastore sulla roccia

Il soprano Elisa Balbo … dimostrandosi perfettamente a proprio agio, quanto a duttilità vocale, anche in un repertorio di Lieder reso impervio dalle inflessioni dure della lingua tedesca.

Fra i lieder brillantemente intonati dalla Balbo sono parsi particolarmente affascinanti "Oh! Quand je dors" (in francese) e "Die Loreley" (versi di Heine) di Franz Liszt e "Der Hirt auf clem Felsen", opera postuma di Franz Schubert sorprendente per l’intensità e il cambio di passo fra stati d’animo contraddittori...

Applausi entusiastici per tutti e in particolare per Elisa Balbo, vero talento di grande estensione vocale, controllata e sicura in apparente contraddizione con l’aspetto leggiadro e apparentemente fragile.


"Elisa Balbo, che già aveva affascinato come Anna Erisso in Maometto II l'anno scorso a Bad Wildbad, non lascia nulla a desiderare come un'Anaï con una voce brillante di soprano e stupende eruzioni drammatiche nelle altezze."

“Elisa Balbo rende chiaro il tragico tumulto dell’amore di Anaï con voce di soprano chiara, acuti fiduciosi e scioltezza sicura, e contribuisce alla serata con la sua grande scena nel 4 ° atto e nel duetto toccante con Aménophis con accenti commuoventi.”

“Anaï è il soprano ligure Elisa Balbo impegnata l'anno scorso sullo stesso palcoscenico nel ruolo massacrante di Anna Erisso. Qui la parte è più contenuta e la Balbo esce vincente sia nel dolce duetto con la madre Marie che nei duetti con l'amato. La voce giovane le permette particolare slancio e il colore è limpido. Forse nell'ampia aria del quarto atto avremmo gradito una voce più ricca di chiaroscuri dato il momento così drammatico. La Balbo è stata molto applaudita al termine del brano e all'uscita finale in proscenio. ”

“Tra il numeroso personale egiziano-israeliano, gli amanti Anai-Amenophis sono di gran lunga il fattore più interessante e toccante. ... In particolare, i giochi di questa coppia, incredibilmente cantati da Randall Bills ed Elisa Balbo, mostrano come l'abilità artificiale della voce di Rossini non solo possa essere messa a servizio di equilibri comici, ma possa essere molto convincente come espressione di sentimenti "seri" estremi.”

“Come Anais, figlia di Mosé, Elisa Balbo trasforma i taglienti tratti del suo soprano in fuochi d'artificio vocali.”

“Elisa Balbo, anch'essa combattuta tra gli oppositori politici e l'irresistibile potere dell'amore, conquista rapidamente il cuore del pubblico con una voce di soprano elegante, piani commoventi e legato corposo.”


DISCO PER NAXOS CLASSICAL
“Sorprende l’Anna Erisso di Elisa Balbo, cantante molto giovane ma già in possesso di una maturità tecnica e interpretativa ammirevoli. La voce scura e vellutata è ideale per questi tipi di repertorio, l’estensione è ampia e gli permette di reggere una tessitura quanto mai impegnativa, le colorature sono nitide e precise, la dizione chiara e autorevole. ... la sicurezza con cui regge l’autentico cimento della scena finale è impressionante per una ragazza così giovane." - Giordano Cavagnino

DISCO PER NAXOS CLASSICAL
“Il disco dà il meglio proprio alla fine dell'opera, quando l'eroina Anna Erisso si prepara a dare la propria vita nelle catacombe dalla città sotto assedio. La scena è affrontata meravigliosamente da Elisa Balbo." - Richard Osborne

“Elisa Balbo ha costruito il ruolo di Anna con altezze drammatiche e un volume che difficilmente ci si aspetterebbe da questa persona minuta. Con la sua voce di soprano impeccabile, da un lato, lavora duramente per esprimere la sofferenza della giovane donna che si dimostra un’eroica martire, con grande radiosità ed esuberante coloratura, e che va a morte senza paura. Con successo affronta grande scena finale, quando incontra con sicurezza i musulmani. Nella sua cavatina all'inizio dell'opera, invece, sembra una bambina vulnerabile.”

"Nel ruolo principale di Anna, Elisa Balbo si è presentata per la prima volta al pubblico di Bad Wildbad e ha impressionato con le sue esili dimensioni come interprete sensibile e soprano tecnico. Nel corso dell'esibizione, gli echi iniziali della crudezza sono scomparsi, il regolare intreccio dello stile belcanto e la drammatica escalation hanno corrisposto esattamente alle necessità del ruolo."

"La parte grandiosa di Anna fu cantata nel 1820 dalla leggendaria prima donna Rossini Isabella Colbran. In Wildbad, la giovane soprano italiana Elisa Balbo ha brillantemente soddisfatto le straordinarie esigenze del ruolo nella recitazione e, soprattutto, nel canto."

"La soprano Elisa Balbo, era inizialmente un'Anna piuttosto fredda, ma col procedure della performance, la voce si riscaldava piacevolmente. Anche lei non si è risparmiata, e nonostante la parte pesante, la sua voce non mostrava i minimi segni di stanchezza. Al contrario, è sbocciata nel personaggio magistrale che doveva ritrarre."

“Elisa Balbo (Anna), nel ruolo di soprano dominante e straordinario, dopo la partenza meno rilassata all’inizio della serata, ha gradualmente consolidato e dimostrato una grande padronanza della tecnica di coloratura.”

“Anna Erisso era la giovane Elisa Balbo: presenza scenica interessante, qualche fragilità nell’emissione vocale, affronta un ruolo non facile e la lunga scena tragica del finale napoletano con la stoffa della vocalista matura.”

"La giovane Elisa Balbo è formidabile come Anna, idealmente sottile e prima di tutto attrice, ma già molto sicura nel canto."

“Elisa Balbo, en revanche, était une inconnue pour nous. Dotée de la minceur prônée par les magazines de mode elle offre l’image d’une fragilité prête à plier sous les orages qui la menacent, guerriers ou sentimentaux. La voix, très étendue, avec des graves et un centre solides, nous parvient un peu stridente dans les suraigus … La souplesse et l’agilité sont réelles et remarquables, mais gagneraient à être affinées … Entre le matériau disponible et la volonté, qui semble affirmée, cette nouvelle venue dans l’univers rossinien devrait s’y faire sa place.”


“Più convincente invece la Liù della giovane Elisa Balbo, al debutto nel ruolo, che ha riservato al suo personaggio quell’ampia tavolozza di colori di cui necessita, rappresentando una convincente contrapposizione dialettica a Turandot.”

“Ha stupito tutti la potenza della Turandot di Rebeka Lokar, così come il debutto nel ruolo della giovane Elisa Balbo, una dolcissima e appassionata Liù.”

“Benissimo la giovane Elisa Balbo, una Liù appassionata e dal suono limpido e sicuro, che ha subito conquistato il pubblico.”

“La Balbo presenta infatti una vocalità leggera, chiara e movimentata da un interessante flusso dinamico che la porta a fraseggiare sempre con convinzione e ottima espressione: in Tu che di gel sei cinta ha trovato degli accenti commoventi”


“Quindi le critiche che si potrebbero muovere ad Elisa Balbo e alla sua “presunta giovinezza” rispetto al ruolo, cadono nel vuoto, davanti ad una prova davvero convincente. La voce di soprano lirico puro è timbricamente molto bella, squillante in alto e capace di flessuosi pianissimi, che splendevano morbidamente nel Vilja Lied, davvero ben cantato. Scenicamente è poi tutt’altro che inerte, anzi sa muoversi con grande eleganza nei sontuosi abiti di Orlandi (molto diversi dagli “stracci” a cui sono abituate le cantanti nel 2017): è una giovane donna che sa perfettamente come si muove il mondo, ma allo stesso tempo ha delle sue fragilità (“Il cavalier ch’io voglio è un tal che finger sa così come se io non fossi qui!… “) e la Balbo riesce a trasmettere bene tutto questo.”

"Ha vestito i luccicanti abiti di Hanna Glawari Elisa Balbo, le cui caratteristiche della voce, morbida e dolce e al contempo corposa e salda, hanno corrisposto all’indole volitiva della giovane e avvenente vedova che, con sapienti arti femminee, ha avuto prova di sentimento sincero e disinteressato dall’innamorato di sempre, il Conte Danilo".

“Elisa Balbo tratteggia una Hanna Glawari del tutto credibile, a partire da una linea di canto sicura sulla quale si sviluppa un fraseggio ricco e ben colorato.”


2016

La Repubblica veneta

“L’interpretazione solistica del soprano ligure Elisa Balbo si è contraddistinta per un fraseggio aderente alle intenzioni della compagine orchestrale, fortemente coesa nella ricerca della tinta straussiana, mostrando un’ottima capacità di produrre emozioni con autenticità e genuinità. Un’esecuzione in crescita costante dopo l’inizio, con il secondo e terzo lieder evocati con tanto pudore, come un sussurro a fior di labbra e caratterizzati da un lirismo e un fraseggio intessuto di venature poetiche, da lacrime agli occhi. Alla fine del quarto una lunga ovazione e tanto entusiasmo per un artista di cui la carriera appare già nel segno del firmamento canoro”

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Agro24

“L’artista ligure (…) si è spostata ora su pagine in cui la voce si fonde con l’orchestra, per diventarne uno strumento al pari degli altri. L’interpretazione del soprano si è fatta apprezzare per una raffinatezza esecutiva ricca di colori, sfumature, filati e slanci.”

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Glasgow Theatre Blog

“Bocelli is backed by the Royal Philharmonic Orchestra and the Edinburgh Royal Choral Union and a series of hand-picked guests from the classical musical world: Soprano Elisa Balbo is outstanding in O mio babbino caro and Casta Diva and in the encore duet with Bocelli, Con Te Partiro..”

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Herald Scotland

“soprano Elisa Balbo excelled in a solo performance of O mio babbino caro, and her encore duet with Bocelli (the apt Con Te Partiro) was goose-bump-inducin..”

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Globus Magazine

“…ben costruita ed armoniosa è l’attesissima “Si, mi chiamano Mimì”, nel primo quadro, di Mimì (Elisa Balbo).” “…commovente e vero il finale di Mimì con “Sono andati? Fingevo di dormire” che conduce al tragico epilogo finale.”

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Messinaora

“Elisa Balbo, la giovane soprano che esprime perfettamente la figura dolce e malata di Mimi una creatura che “ha premura di vivere perché ha paura di morire”.”

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2013

Il Sole 24 ore

“…”Casta diva” (Norma di Bellini), interpretata da Shizuka Arakawa e cantata egregiamente da Elisa Balbo della Fondazione Pavarotti, sono state tra quelle più applaudite anche dal pubblico meno avezzo alla musica lirica…”

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Il giornale della musica

“…assai brillanti e con intensa verve espressiva Elisa Balbo (Alice), Anna Malavasi (Meg), Isabel De Paoli (Quickly) e Damiana Mizzi (Nannetta), interpreti molto ben scelte per i loro rispettivi ruoli.”

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La gazzetta di Lucca

“Bravissime le comari Elisa Balbo in Mrs. Alice Ford, Mrs. Quickly Isabel De Paoli, Mrs. Meg Page Anna Malavasi.”

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Absolute Skating

“And the beautiful voice of soprano Elisa Balbo adds even more magic to Shizuka’s skating: the music draws a lot of applause from the audience, as much as the happenings on the ice.””

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